Proiezione "VIDEOCRACY, BASTA APPARIRE"
di Erik Gandini (Svezia - 2009 - 85')
Un documentario che, a partire dalla trasmissione di uno strip casalingo di una delle prime televisioni private, affronta il tema del potere della televisione in Italia grazie a materiale di repertorio, a interviste esclusive a Lele Mora e a Fabrizio Corona e alla storia di un giovanotto fortemente intenzionato a diventare il Van Damme cantante della televisione.
Un mondo misterioso e atemporale, una mistica maledizione, una battaglia epica:
Princess Mononoke è una storia di valori, di magia, di crescita. Afuckaka,
principe di un villaggio orientale, si trova a difendere i suoi concittadini
dall'improvviso attacco di un demone con le sembianze di un cinghiale. Afuckaka
ha la meglio, ma rimane ferito ad un braccio ed è costretto a portare la
terribile maledizione d'odio trasmessa dallo spirito dell'avversario che prima o
poi lo condurrà alla morte. Il principe parte allora verso ovest, per cercare le
cause dell'attacco e della maledizione e arriva nella Foresta del Grande Dio
Cervo, dove è in atto una guerra fra gli umani, cercatori di ferro, e gli
spiriti della natura che assumono forme animali. Insieme a questi ultimi
combatte anche una ragazza cresciuta dai Mononoke, gli spiriti-lupi: San. Tra i
temi del film spicca l'attenzione all'ambiente, le difficoltà dell'uomo in un
epoca di cambiamenti, il rapporto tra progresso e natura e il ruolo centrale de
i personaggi femminili nella storia
Porco rosso (v.o. con sottotitoli in italiano,
H. Miyazaki, 1992)
Nell’Italia degli anni Trenta, Porco rosso, un aviatore dalle misteriose
sembianze suine, vive sulle sponde dell'Adriatico, pilotando il suo Savoia S.21
ed ingaggiando duelli aerei con una banda di pirati. Nonostante l'aspetto
ripugnante Porco Rosso riesce anche a far breccia nel cuore di due donne: la
bella Gina e la giovane Fio. Amore, umorismo, scene di volo spettacolari ed un
pizzico di nonsense: ecco gli ingredienti del film di Miyazaki più divertente e
spensierato. La cura maniacale messa da Miyazaki nella ricostruzione del
territorio italiano è quasi fotorealistica e le scene di combattimento aereo
lasciano senza fiato. Osannato in Francia, Porco Rosso è stato distribuito in
tutto il mondo, Italia esclusa.
Dopo Hayao Miyazaki, I. Takahata (1935) è uno dei
maggiori esponenti del cinema d'animazione giapponese. Il film mostra uno
spaccato di vita reale giapponese durante la seconda guerra mondiale, raccontata
dal punto di vista dell'infanzia che ne fu la principale e più innocente vittima
insieme con la popolazione civile. L’orrore della guerra si abbatte sul giovane
Seita che si vede costretto a scappare al rifugio antiaereo insieme al resto
della popolazione del suo villaggio prendendosi in carico sua sorella Setsuko di
quattro anni. Costretto a separarsi dalla madre, fugge da casa senza quasi
comprendere ciò che sta accadendo. Un film poetico e struggente che rispecchia
la complessità e l’ambiguità della vita, in una fusione di realistico e
fiabesco, lirismo e crudezza, umorismo e strazio, luce ed ombra.
La pellicola narra di un passato remoto in cui un antico popolo, mediante
l'utilizzo di un particolare cristallo, fu in grado di costruire città
fluttuanti capaci d'abbandonare la terra per trasferirsi in cielo. La più
importante di queste città era Laputa. Purtroppo l'antico popolo si estinse e fu
presto dimenticato, insieme a tutte le sue conoscenze.
Il film si svolge 700
anni dopo la scomparsa dell'antica civiltà e racconta le vicende di Pazu, un
giovane apprendista minatore e di una dolce fanciulla di nome Sheeta, che ha un
misterioso legame con Laputa ed è inseguita dall'esercito e da un gruppo di
pirati. I temi trattati nel film sono quelli consueti di Miyazaki: l'ecologismo,
la bontà d'animo ed il volo.
20-12-09: Fascisti su Marte (C. Guzzanti, I. Skofic, 2006)
Miracolosamente sottratti alla censura della storiografia marxista, vengono rispolverati alcuni cinegiornali risalenti agli anni '40, dove si narra – con orgoglio – dell'eroica impresa di un gruppo di fascisti alla conquista di Marte. Giunta sul pianeta rosso, la squadra capitanata dal Gerarca Barbagli, si muove con cautela nel misconosciuto territorio nemico. Nonostante la mancanza d'aria, d'acqua e di cibo, il fervore per il Duce li spinge poco a poco a tener fede alla loro categorica volontà littoria: "bonificare" il nuovo territorio per dedicare a Roma la meritata conquista. A metà fra un falso documentario e un fantascientifico fumetto, Corrado Guzzanti porta nelle sale il suo travagliatissimo film, dove n un'ora e mezza di pellicola (corrispondente a sei mesi marziani) si rivivono conquiste, lotte, episodi che hanno cambiato la storia del novecento, servendosi dell'aiuto – tutt'altro che metaforico - delle passate imprese di regime.
Proiezione di “MISS LITTLE CHINA”di Vincenzo De Cecco e Riccardo Cremona. Vincitore 1° premio Tekfestival 2009.
Saranno presenti i registi.
Vivono con noi da anni. Di loro sappiamo pochissimo, ma pretendiamo di illuminare questo buio con innumerevoli luoghi comuni e pregiudizi. Le comunità cinesi che ormai risiedono in Italia da più generazioni sollecitano attenzione per un fenomeno complesso perché ci propongono un modo particolarissimo di intendere la coesistenza. Miss Little China (Chiarelettere 2009), il documentario di Vincenzo De Cecco e Riccardo Cremona basato sull’inchiesta di Riccardo Staglianò e Raffaele Oriani
(I cinesi non muoiono mai, Chiarelettere 2008), ci consente una perlustrazione di un sistema sociale che ha avuto una impressionante capacità di penetrazione nel tessuto italiano, e allo stesso tempo ci impone un’altra percezione del tutto inedita: quella che i cinesi hanno di noi.
13-12-09: Il grande dittatore (Charlie Chaplin, 1940)
Un barbiere ebreo è scambiato per Adenoid Hynkel, dittatore di Tomania, e dopo una serie di gag esilaranti e scambi di persona, in questa veste pronuncia un discorso umanitario nel celebre finale. Primo film sonoro di Chaplin, che nel 1940 esibisce in faccia ai potenti del mondo la follia di Hitler rendendolo profondamente ridicolo, togliendolo dal suo trono divino su cui si era auto-innalzato e umanizzandolo con difetti e strambi tic nervosi. Satira penetrante e persino preveggente del nazifascismo in cui Chaplin si sdoppia nel piccolo barbiere ebreo e nel dittatore Hynkel.
Monty Python e il sacro graal (Monty Python, 1975)
Nell'anno 1193, in Inghilterra, re Artù e i Cavalieri della Tavola Rotonda partono alla ricerca del Santo Graal, della coppa, cioè, nella quale Giuseppe d'Arimatea raccolse le ultime gocce del sangue di Cristo. Percorrendo monti e valli, passando di castello in castello, in groppa a cavalli... inesistenti (sono gli scudieri a imitarne il rumore degli zoccoli) i sei ardimentosi devono vedersela con giganti a tre teste, pulzelle vogliose, streghe e maghi, bellicosi guerrieri e castellani iracondi... Un film sgangherato ma ricco di gag, ritmo, all’insegna del gusto per il grottesco e dell'anarchia.